Francesco Moretti

Immagine hero di Francesco Moretti che guarda il paesaggio, accanto a una strada nei campi, vicino al suo strumento

Poeta e musicista

Sono prima di tutto un amante appassionato sia della natura, che vivo, sento e fotografo con rinnovato interesse ogni giorno, sia dell'arte e soprattutto della musica, che ascolto, studio e creo in molti modi - la mia musica.

Condivido alcune mie poesie, e fotografie, perché scrivere nella sua essenza è fondamentalmente un atto che si fa per ricordare e per condividere.

Essenziale, analitico quanto istintivo, dipingo nelle poesie con semplici parole quel che vivo, sento e mi fa sentire grande, immensamente immerso in un mondo bello di piccole e grandi cose che mi meravigliano ogni giorno come se le vedessi per la prima volta.
Il mio augurio più grande è di far cadere lo sguardo dei lettori su queste per me meraviglie.

La musica di Francesco

- Poesie -

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Il rifugista

Stregone,

guardiano del drago di roccia.


Nella sua armatura di legno e pietre,

offre infusi fatati di erbe selvatiche:

genziana, erba iva tra le più celebrate.


Offre compagnia e consiglio

insieme al secondo bicchiere.


Spinge il vero alpinista allo

splendido ignoto, indorandolo

di piacevole avventura.

Questo fa il vero rifugista.


Ti scruta, sente i tuoi desideri

e ti misura nelle forze,

stimolando quelle di volontà.


Evapora dubbi e paure come

l'alcool che ti offre al sol

di montagna.


Ti spinge oltre i confini

e nelle sue parole ti abbandoni,

con fiducia.

Rifugio Antonietta al Pialeral in Valsassina, 1 Luglio 2026

Italia in estate

Ho riempito la mia bocca

con melanzane e con fichi.


Coi formaggi alpini ho condito

la mia felicità.


Carico del succo dei tuoi meloni

ho dormito notti beate.


Dammi tutto, ho spazio

nel mio umile ventre

per tutti i tuoi doni

più nascosti

tutte le tue primizie

più inusitate

che fermano quei pochi

che ancora ricordano

il sapore dei frutti

appena colti

il profumo

della loro giovinezza

la fame

dopo il primo bacio.

Monza, 5 Luglio 2026

Piove

Piove, tutto è bagnato.

piove molto qui in montagna.

Non è più temporale ma

piove continuamente e

piove copiosamente.


E' sera.

I torrenti sono pieni

ed inondano le rogge tra le case

come le stimolate ghiandole

salivari

inondano le umide lingue

di due adolescenti

che immobili

limonano durissimo

in fianco ai loro amici.


Giovani al riparo all'aperto.

Ma due di loro

esteriormente immobili

si inondano comunque

le bocche

e le mutande di

liquidi preziosi. Come acqua di sorgente.

Liquidi il cui profumo li inebria,

li oblia. E genera altri

liquidi dentro e fuori le loro membra.

Liquide sentono le loro lingue


mentre si esplorano

e danzano, sotto la pioggia

di una calda notte d'estate.

Pasturo, 4 Luglio 2024

Pasturo

Un coro di acque nei torrenti

mentre ti attraverso

cantano alle stelle

che qui profumano

di fieno fiorito.


Perché dove non scroscia,

sono i grilli a riempire

il placido mare

dei prati grassi la sera.


Senza vento, solo un alito

né caldo né fresco

come un gentile

utero materno nel sonno,

questa sera d'estate

ti fa il mio paradiso.


Respiro, guardo, tocco,

odo e assaporo l'aria

che mi avvolge e permea

fin dentro l'animo,

tutti i sensi unanimi

nel sentirla piacere,

percepirla come radice,

momento più alto

e scopo di vita.


Senza luna,

i profili delle montagne

sono lo sfondo disegnato

del presepio a me più caro.


Le memorie più belle da bambino,

si mescolano alle ricerche

di rifugio nelle tempeste

e trovano quiete nella volontà

di perpetuare il ritorno

in questo non-luogo senza tempo

che mi fa sentire placido

ed il mio breve cammino

immenso ed eterno.

Pasturo, 3 Luglio 2026

Primavera in paese

Le margherite nascono

dai coriandoli.

Mercatale in val di Pesa, 23 Gennaio 2024

Sicilia

Una panda rubata.

Il duomo di Modica alle spalle.

Due lucertole che giocano.

Una schiaccia tra i denti.

Sicilia, estate 2019

Immersione notturna

Il cielo stellato,

il palco più antico.


Radicato nell'inconscio,

nel DNA impresso da millenni

di sguardi contemplativi

nelle tiepide notti d'estate,

nelle gelide notti invernali.

Meglio al novilunio.


Il tuo algoritmo, divino,

si rivela a chi ha passione

e pazienza quanto ingegno.


Ma ora sorge la luna, dietro al monte.


Tra le nuvole il suo chiarore

toglie piano piano quei bagliori

di stelle tutti diversi, di galassie e

di corpi celesti che un tempo

ci incantavano

come il bagliore

delle lucciole

nei prati.


Buona notte.

Sipario.

Dalby in Scania, 17 Giugno 2024

Perché il mare

Il mare,

perché piatto e basso all'orizzonte

si mostra sempre d'improvviso


in tutta la sua grandezza

da un'altura o da vicino.

Sempre d'improvviso,

ha color di cielo e di terra


ed il suo tipico luccicare

disegna le coste tonde e le sue isole,

ospiti accolte dalle onde.


Stesse onde che, improvvise,

mi bagnano i piedi,

i quali con loro giocano e così faccio io

insieme a questa gigantesca e

materna massa d'acqua,

verde e blu come antiche bottiglie.


Perché il mare restituisce,

da vetro tagliente e franto,

pietra trasparente e verde smeraldo.


Non importa al mare quanto io abbiamo

gioito o sofferto

vuotando quella bottiglia,

lei sempre ce la ridona morbida e preziosa

come il suo abbraccio.

Istria, estate 1995